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Diario


22 novembre 2011

Capitolasti? Capitolai!

Non paga del poco tempo a diposizione, di cui il blog ne è un lampante esempio, ho ceduto e mi sono iscritta a FB, si si proprio facebook, a mia difesa c'è il sostegno alla neo Associazione Matteo Farinelli (di cui scrivero a breve..spero!), ma siamo onesti sono passati pochi giorni ed eccomi li a perdere tempo girovagando tra le bacheche e a richiedere amicizia. 

 

Incontenibile e moderna voglia di condividere, nuovi mezzi di comunicazione, non esplicita voglia di appartenere al nuovo internettiano mondo eccomi qui e per completare l'opera ho aperto anche un account Twitter.  Pronta incontenibile!

Probabilmente aggionerò poco e male tutto, sono oltre tutto una fautrice del "fare una cosa per volta, che viene meglio", ma se riesco a capire bene le applicazioni con un tasto aggiorno tre cose insieme, meglio di un 3x2 al supermercato! 

Sono consapevole dei velati, neanche tanto, insulti da me rivolti a FB (vedi link!), che dire ... ora comprendo di più i commenti all'epoca lasciati e si! cambio idea, a volte :)

http://prontaapartire.ilcannocchiale.it/?YY=2008&mm=10&dd=15




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1 ottobre 2011

A volte ritornano su come i peperoni / 2

Eravamo rimasti qui:
 



Il sottopassino si farà! (e per lo meno non si parla più di ritocchi!).
Anche in questo caso l'operazione, a cantiere non ancora aperto, al solo stadio di proposta, è stata travolta da polemiche.
Sempre le stesse.   Almeno su questo gli schieramenti sono rimasti coerenti.
Il muro oscurante lascerà il posto al parapetto della rampa di ingresso al sottopasso.  L'altezza utile del sottopasso non è stata resa nota, ma, pare, che non ci sia nessun tipo di problema tecnico realizzativo.
Il progetto su cui il Comune ha bandito la gara è lo stesso che venne presentato nel primo mandato di Veltroni.  Quello stesso progetto con cui Morassut aveva aperto un tavolo di confronto con Italia Nostra.

Italia Nostra è sempre stata presente (e non solo per per difendere i platani storici!), con l'obbiettivo di un progetto in cui fosse integrato il
recupero del Porto di Ripetta e il risanamento delle valenze storiche ed archeologiche dell'intera area.
Persero la prima battaglia con la costruzione della teca, ma si resero disponibili per integrare all'idea del sottopasso il recupero del porto archeologico.
Il tavolo di confronto si interruppe definitivamente con le elezioni e con le dichiarazioni iniziali del nuovo Sindaco che voleva lo spostamento della teca in altro sito.

Verso la fine del 2009 il sottopassino ritorna alla ribalta!
Lo scorso 15 settembre 2011 il Comune ha approvato il Progetto con gara già espletata (e pure lì polemiche per le frettolose dichiarazioni di vincita da parte della Todini, prima dell'espletamento dei controlli di rito e delle osservazoini proposte dagli altri partecipanti).


Quindi ci siamo, si costruirà.
Non ho cambiato idea: il progetto del sottopasso, vista la presenza della teca e dell'uso odierno di quegli spazi, mi convince.
Mi convince sicuramente di più dell'idea elettorale di Alemanno di spostarla in altro luogo.

Ma il mio dissenso odierno non è legato all'opera in sè, quanto piuttosto alla non impellente necessità della stessa (perchè, sotto il profilo del traffico non darà nessun tipo di miglioramento, anzi possiamo già pregustare gli anni del cantiere!) e all'ancor più precaria situazione delle casse del Comune.
Era un'opera titanica per il la fine del 2008 (tanto quanto lil suo smontaggio-rimontaggio, sia ben inteso) e lo è ancor di più ora, in piena crisi, con una manovra che ha lasciato ancor più soli gli enti locali e con una situazione disastrosa delle casse del Comune di Roma, come più volte riocrdatoci dal nostro Primo Cittadino,  che ci ha anche fatto recapitare una lettera in cui, dichiarandosi in quasi fallimento, ci avverte che i servizi del Comune non potranno essere garantiti nel corso del prossimo anno (sono rimasta stupita che la missiva non si chiudesse con un apocalittico: "ricordati che devi morire"!).

Ho adorato la ventata di architettura moderna che ha invaso, finalmente, Roma negli ultimi venti anni, l'ha resa contemporanea, viva e capace di costruire nuovi punti di interesse.
Ma ora, adesso, devono essere garantiti i servizi, la manutenzione degli immobili comunali che sono alcune delle nostre scuole, le nostre strade, gli uffici in cui ci rechiamo.

E da cittadino mi continuo a chiedere: era proprio la prima cosa sull'agenda, con tutte le priorità di Roma?

 




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19 settembre 2011

Una diversa manovra finanziaria

New York, 19 settembre 2011 - Il presidente Barack Obama ha presentato un piano di riduzione del deficit del governo federale di 4.000 miliardi di dollari, superiore ai 3.000 miliardi di cui parlavano le anticipazioni alla vigilia del discorso presidenziale di oggi. "Questo piano taglia 2 dollari di spesa per ogni dollaro di nuove entrate", ha detto Obama in una dichiarazione alla Casa Bianca, e contiene "modesti aggiustamenti alla spesa per sanità e pensioni" oltre a "risparmi per 1.000 miliardi con la fine delle guerre in Iraq e Afghanistan".

Il piano ha effetto lungo il prossimo decennio, comprende sia aumenti delle tasse che tagli alle spese e risparmi, e agigunge 3.000 miliardi di risparmi e nuovo gettito ai 1.000 miliardi decisi il mese scorso con l'accordo sull'innalzamento del tetto del debito pubblico. Ed è anche la mossa di apertura della Casa Bianca nella partita che ora passa nelle mani della supercommissione sulla riduzione del deficit. La commissione si è insediata la settimana scorsa e deve trovare una proposta comune entro il 23 novembre.

Obama ha lanciato le sue proposte in un discorso dal tono politico, nel quale ha detto che "il bilancio non può essere portato in pareggio a spese dei poveri e della classe media" e poi insistito sul fatto che neppure "può essere pareggiato con soli tagli di spesa". Il presidente ha annunciato che non accetterà "qualunque piano che metta tutto il peso del rientro dal deficit sugli americani medi". Quindi "metterò il veto a qualunque piano che non chieda agli americani più ricchi e alle aziende più grandi di pagare la loro giusta parte".

LE TASSE AI RICCHI - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, cita una frase ormai famosa del miliardario Warren Buffett: "Non è possibile che il segretario di Warren Buffett paghi una quota di tasse sul reddito maggiore di Buffett''. Il piano di Obama include infatti la cosiddetta 'Buffett Rule' (*), che prevede un aumento delle imposte per chi guadagna più di 1 milione di dollari.

E' "ingiusto" e "inaccettabile" che "una maestra o un operaio edile paghino più tasse di un miliardario", continua Obama. "Nessuno vuole punire il successo - dice -, ma a chi è andata bene, come me, non può avere un migliore trattamento delle famiglie comuni".

(integralmente tratto da Quotidiano.net - vedi: qn.quotidiano.net/esteri/2011/09/19/584266-obama_taglio_deficit_4mila_miliardi_dollari.shtml)

Obama ha ribadito che la contrazione delle spese non avrebbe toccato la ricerca ,la formazione nè l'imprenditoria per continuare a fornire quegli strumenti e mezzi al paese necessari a garantire il futuro.

(*) Buffet è uno dei paperoni di America che in una dichiarazione, nell'agosto passato, chiedeva al Presidente di comprendere nella manovra misure che permettero ai ricchi di contribuire in maniera più netta alla risoluzione della crisi, riallieando uno squilibrio inaccettabile di ineguaglianza a discapito delle classi media e bassa.
Dichiarava inoltre di "vergognarsi di pagare meno del suo segretario".


Potremmo importare dall'America anche questo atteggiamento, o no? :)




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9 settembre 2011

La pubblicità è informazione, lecito domandarsi se necessaria!!!!!

 

Al termine dello spot televisivo, in alto a destra, la scritta cubitale, per giunta cerchiata, invita a NON BERE la lavanda miracolosa.  Mea culpa nel non averlo notato prima, ma c'era bisogno di scriverlo nonostante quanto sia riportato, a chiare lettere, sulla confezione??????  Evidentemente sì!

Direi che il mondo femminile ha ben più preoccupanti problemi che i pruriti intimi. 

Ragazze così non si arriva da nessuna parte! :)

 

 

 




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28 agosto 2011

Melpignano, 27 agosto 2011




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26 agosto 2011

I sacchetti di plastica



Seppur in vacanza da neanche 12 ore questa mattina mi sono dilettata al SuperMac, supermercato alle porte di Melpignano (domani pomeriggio tutto chiuso ci si preparara al concertone per La Notte della Taranta!).
Anche qui, dove la differenziata viene fatta e gestita in modo veramente mirabile, i sacchetti di plastica per la frutta e la verdura sono rimasti quelli di sempre.
E' diversi mesi che mi chiedo perchè sia stata data tanta enfasi al cambio delle buste della spesa, quelle dei negozi e supermercati, proprio quelle in cui stipiamo le mille calorie accuratamente scelte tra gli scaffali, per cui poi pagheremo, per smaltirle, salati abbonamenti per palestra, piscina o per acquistare tecnico abbigliamento da corsa-bici.  Avremmo iniziato ad utilizzarle comunque, anche senza articoli da più di 10 cartelle su tutti i quotidiani.  
Sei consapevole che sono più piccole, resistenti zero, per cui abbiamo dovuto rispolverare le passate abilità manuali dello shanghai anni 80 e diffondono un non gradevole olezzo di mais avariato, ma se sono biodegradabili va bene, in fondo tutto è questione di abitudine e i buoni comportamenti alla lunga pagano.
Ecco fino a qui ci siamo, anzi seppur con qualche scomodità quando torno a casa con tutte le mie scivolose buste ecocompatibili (perchè oltre ad essere biodegradabili le nuove produzioni sono anche ecocompatibili) mi sento un po' più europea...in fondo come detto ci vuole poco per essere soddisfatti.
Ma (c'è sempre un ma) perchè i sacchetti di plastica per ortaggi e frutta al peso sono rimasti gli stessi?  Sono mesi che me lo chiedo.
Mi capita, spesso, di acquistare 10 tipi diversi fra frutta e verdura, e quindi 10 sacchetti non ecocompatibili e non biodegradabili, tutti contenuti in un bel secchetto di nuova generazione.
Senza contare che mentre per le tradizionali e inquinanti buste un riciclo c'è sempre stato per le bustine della frutta il riciclo è praticamente nullo...fatto il nodo riuscire a non romperle per liberare il perfetto ed insapore pommodoro è praticamente impossibile.
Sono mesi che aspetto trepidante sacchetti di carta per insalata e albicocche con i quali mi sarei sentita assolutamente Euoropea.....Arriveranno??




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21 agosto 2011

Mario Desiati, Martina Franca 1977

In ogni paese del sud c'è una villa e in quasi tutti i paesi del sud, sopratutto in Puglia, le ville sono i luoghi di aggregazione dei ragazzi sotto i vent'anni. 



E' proprio nella villa di Martina Franca che una ex classe si ritrova dopo più di dieci anni dalla maturità, di quei 25 ex alunni solo in cinque sono rimasti in Puglia, tutti gli altri si sono trasferiti-emigrati in altre luoghi d'Italia, al nord.
Mario, oggi giornalista, decide di ripercorrere le vite dei suoi compagni, indagandoli, riscoprendoli e ritrovandoli ancora divisi in gruppetti, proprio come al liceo.  I chiusi, i fuggiti, i fedeli, gli usati, i mammisti, i soldati, gli arrangiati, i rimasti, i "soprannomi" che Mario sceglie non sono solo semplici denominazioni dialettali ma descrivono un modo di essere,  un'essenza, un carattere, un'intera vita:
Chi è partito non si sente emigrato, ma trasferito, anche grazie all'illusoria contrazione dei km dei voli low coast che numerosi affollano l'areoporto di Papole Casale.
Luoghi di origine amati, rimpianti, ma spesso lasciati per poter continuare a vivere, come per Paolo, uno di loro, che lascia Tararanto perchè non c'era più vita, ma sopratutto non c'era più rispetto della morte.

Nelle brevi descrizioni dei caratteri umani, nelle raccontate immagini veloci e sfuggenti come lu ventu ho riconociuto tratti di quella Gracia Salentina che in questo ultimo anno è diventata una seconda casa.
Sono a pagina 38, è un libro che mi continua a ronzare in testa, domani in aereo da Genova leggerò ancora di Mario, aspettando le ultime pagine per sapere dei rimasti e delle loro storie.






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7 aprile 2011

SONO PIU' POTENTE DELLA CITROSODINA!

Questa mattina mi sono dilettata in una riunione nella quale mi si è chiesto uno sconto su un preventivo in quanto dotata di Iolanda, evidentemente l'esserne provvista offusca le mie capacità intellettive, per carità può anche essere, ma io dico: mi hai cercato tu per una consulenza, non dormi la notte pensando che non avendo io il Walter ti consegnerò una Relazione Tecnica di livello inferiore?  Pensi sia una pischella svampita non all'altezza dell'incarico (oltretutto magari ad esserlo, una pischella dico!)?

Ma io dico palle sul tavolino liquidami come professionista e rivolgiti a un collega maschio, ognuno per la sua strada e amici come prima, Roma è stracarica di ingegneri! 

Anche se..  occhio caro il mio imprenditore, la piazza di Roma è piuttosto  piccola, e se mi capiti in cantiere in sub-appalto o io faccio la DL e allora sì che avrai sonni agitati!!!!  Una donna perdona, ma non dimentica, si sà :)

Tutto torna, guarda che congiuntura astrale mi contraddistingue in questa settimana:

L’acido cloridrico presente nel nostro sistema digestivo è così corrosivo che può sciogliere un chiodo. In altre parole, dentro di te c’è qualcosa per smaterializzare il metallo solido. Perché, allora, trovi così difficile concepire la possibilità di vaporizzare un ricordo doloroso, una cattiva abitudine o una fantasia che ti spaventa? Io dico che puoi farlo, Toro, specialmente in questo momento in cui la tua capacità di distruzione creativa è al massimo.  (TORO, dall'Internazionale)

                                                                    

 




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4 marzo 2011

L'EUROPA E' IL VECCHIO MONDO E COME TALE DEVE ESSERE SEPPELLITO

Nel 2011 esiste ancora il Gran Ballo delle Debuttanti.  La Sig.na Ruby è stata incoronata "reginetta della serata".  Noi Europei vogliamo dare lezioni ai paesi che NOI, con superiore spocchia, definiamo terzo mondo in merito alla condizione della donna, alle pari opportunità? Siamo il vecchio mondo, dobbiamo essere seppelliti.

Oggi sono nervosetta e sotto consegna :)

 




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22 febbraio 2011

LA SOTTILE LINEA ROSSA

Passato bene il Natale? E Capodanno? Festeggiata la Befana?  Qualcuno ha avuto la gradita idea di leggervi l’oroscopo dell’anno?   Tanto l'amico zen o il parente astrologo, che ti omaggia della profezia astrale, c’è sempre, matematico: tutte le notizie esaltanti non si avvereranno e quelle mediamente schifose si!
Spizzato il calendario, numeri rossi rari quanto diamanti, il mio compleanno coincidente con pasquetta, ma io dico! 
Primo maggio domenicale. Sistemati a puntino.
Poi salta fuori il 17 marzo, sarò onesta : quando alla radio ho sentito della proposta della proclamata festa aggiunta per i 150 anni d’Italia, oltre a non avere assolutamente idea cosa il 17 marzo significasse storicamente, ho solo pregato che fosse un giovedì e voilà accontentata!! (ergo anche quest’anno non si vincerà al super enalotto, anche questo è matematico: vige la regola del contrappasso).
Sbrigate le pratiche fine/inizio anno.
Gennaio andato, febbraio in corso.
 
Mi sono invecchiata.
Si si mi sono proprio invecchiata è lampante.
1.      1. Non vedo l’ora che arrivi la primavera, e non perché sono una vivaldiana amante del cambio di stagione o dei prati in fiore (sono allergica, così tanto per chiarire), né mi aspetto l’impennata ormonale quella per la quale mio ritrovo a cioccare, di 3 aprile, giovani operai in jeans senza maglietta (quelli giovani e stranieri i nostri hanno delle panze che la metà basta!).
Dicevamo, l’attesa della primavera è perché ho freddo, in vespa è stata una tortura: pioggia, freddo e anche la neve, che a Roma è più rara del tartufo bianco di Alba, mi sento come la nonnina del cacao, con scialle e crocchia. Una strepitosa sferzata per la mia femminilità!
Ma soprattutto, ed è qui che mi sono rassegnata al lampante balzo oltre la linea rossa:
2.      2. Mi rompono le palle i pischelli. Ecco l’ho detto!
Ahh le rimugino tutte quelle cose che diceva mia madre, quelle che avevo giurato di non osare neanche pensare, le varie: “sono strafottenti, sembra che si divertono a dare fastidio”, “guarda come lasciano i motorini!”……..
Abito in un palazzo che ai piani bassi ospita, oltre me ed S.(lui deportato per lavoro in Puglia, ma questo è un dolente capitolo che va rimandato, ndr), i danarosi fuori sede  inscritti al prestigioso Ateneo del Sig. Celli.
Sono ragazzi, sono giovani, fuori sede per giunta, quindi un po’ di casino è assicurato e gradito sopratutto, sì perché sapere che nonostante tutte le proiezioni catastrofiche sulle generazioni: y, 00, nn……, gli universitari ci sono, si divertono, studiano e ridono tutto il giorno è rassicurante.
Ma la sottile linea rossa è lì in agguato perché tu vicino, (troppo vicino ci divide un tramezzo che non arriva a 12cm), non puoi cantare alle 5.00 di mattina di ritorno da una notte brava.
Anche perché non si è mai sentito uno così poco melodioso, non dico intonato, ma proprio sgradevole. 
Oltre tutto, essendo un patito della propria ugola, ha il karaoke della play, e così si mette anche la base e non pago strimpella la chitarra …. elettrica.
 
Ma non mi lamento, perché se no poi lui pensa che io sono vecchia e allora mi sento veramente vecchia. Bella pippa emozionale, no?
 
Andrea (il vicino) , non ti posso incolpare della mie paranoie over 30, ma ti prego, dacci tregua e LAUREATI così la tua mamma sarà tanto orgogliosa :) 
                                                                                                               
ps. Siamo sempre nello stesso appartamento, dopo articolato accordo con il padrone di casa, vandalo barbarico incluso (delicato epiteto coniato dal condominio per Andrea) :)




permalink | inviato da pronta a partire il 22/2/2011 alle 11:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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