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Diario


19 settembre 2011

Una diversa manovra finanziaria

New York, 19 settembre 2011 - Il presidente Barack Obama ha presentato un piano di riduzione del deficit del governo federale di 4.000 miliardi di dollari, superiore ai 3.000 miliardi di cui parlavano le anticipazioni alla vigilia del discorso presidenziale di oggi. "Questo piano taglia 2 dollari di spesa per ogni dollaro di nuove entrate", ha detto Obama in una dichiarazione alla Casa Bianca, e contiene "modesti aggiustamenti alla spesa per sanità e pensioni" oltre a "risparmi per 1.000 miliardi con la fine delle guerre in Iraq e Afghanistan".

Il piano ha effetto lungo il prossimo decennio, comprende sia aumenti delle tasse che tagli alle spese e risparmi, e agigunge 3.000 miliardi di risparmi e nuovo gettito ai 1.000 miliardi decisi il mese scorso con l'accordo sull'innalzamento del tetto del debito pubblico. Ed è anche la mossa di apertura della Casa Bianca nella partita che ora passa nelle mani della supercommissione sulla riduzione del deficit. La commissione si è insediata la settimana scorsa e deve trovare una proposta comune entro il 23 novembre.

Obama ha lanciato le sue proposte in un discorso dal tono politico, nel quale ha detto che "il bilancio non può essere portato in pareggio a spese dei poveri e della classe media" e poi insistito sul fatto che neppure "può essere pareggiato con soli tagli di spesa". Il presidente ha annunciato che non accetterà "qualunque piano che metta tutto il peso del rientro dal deficit sugli americani medi". Quindi "metterò il veto a qualunque piano che non chieda agli americani più ricchi e alle aziende più grandi di pagare la loro giusta parte".

LE TASSE AI RICCHI - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, cita una frase ormai famosa del miliardario Warren Buffett: "Non è possibile che il segretario di Warren Buffett paghi una quota di tasse sul reddito maggiore di Buffett''. Il piano di Obama include infatti la cosiddetta 'Buffett Rule' (*), che prevede un aumento delle imposte per chi guadagna più di 1 milione di dollari.

E' "ingiusto" e "inaccettabile" che "una maestra o un operaio edile paghino più tasse di un miliardario", continua Obama. "Nessuno vuole punire il successo - dice -, ma a chi è andata bene, come me, non può avere un migliore trattamento delle famiglie comuni".

(integralmente tratto da Quotidiano.net - vedi: qn.quotidiano.net/esteri/2011/09/19/584266-obama_taglio_deficit_4mila_miliardi_dollari.shtml)

Obama ha ribadito che la contrazione delle spese non avrebbe toccato la ricerca ,la formazione nè l'imprenditoria per continuare a fornire quegli strumenti e mezzi al paese necessari a garantire il futuro.

(*) Buffet è uno dei paperoni di America che in una dichiarazione, nell'agosto passato, chiedeva al Presidente di comprendere nella manovra misure che permettero ai ricchi di contribuire in maniera più netta alla risoluzione della crisi, riallieando uno squilibrio inaccettabile di ineguaglianza a discapito delle classi media e bassa.
Dichiarava inoltre di "vergognarsi di pagare meno del suo segretario".


Potremmo importare dall'America anche questo atteggiamento, o no? :)




permalink | inviato da pronta a partire il 19/9/2011 alle 22:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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