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Diario


1 ottobre 2011

A volte ritornano su come i peperoni / 2

Eravamo rimasti qui:
 



Il sottopassino si farà! (e per lo meno non si parla più di ritocchi!).
Anche in questo caso l'operazione, a cantiere non ancora aperto, al solo stadio di proposta, è stata travolta da polemiche.
Sempre le stesse.   Almeno su questo gli schieramenti sono rimasti coerenti.
Il muro oscurante lascerà il posto al parapetto della rampa di ingresso al sottopasso.  L'altezza utile del sottopasso non è stata resa nota, ma, pare, che non ci sia nessun tipo di problema tecnico realizzativo.
Il progetto su cui il Comune ha bandito la gara è lo stesso che venne presentato nel primo mandato di Veltroni.  Quello stesso progetto con cui Morassut aveva aperto un tavolo di confronto con Italia Nostra.

Italia Nostra è sempre stata presente (e non solo per per difendere i platani storici!), con l'obbiettivo di un progetto in cui fosse integrato il
recupero del Porto di Ripetta e il risanamento delle valenze storiche ed archeologiche dell'intera area.
Persero la prima battaglia con la costruzione della teca, ma si resero disponibili per integrare all'idea del sottopasso il recupero del porto archeologico.
Il tavolo di confronto si interruppe definitivamente con le elezioni e con le dichiarazioni iniziali del nuovo Sindaco che voleva lo spostamento della teca in altro sito.

Verso la fine del 2009 il sottopassino ritorna alla ribalta!
Lo scorso 15 settembre 2011 il Comune ha approvato il Progetto con gara già espletata (e pure lì polemiche per le frettolose dichiarazioni di vincita da parte della Todini, prima dell'espletamento dei controlli di rito e delle osservazoini proposte dagli altri partecipanti).


Quindi ci siamo, si costruirà.
Non ho cambiato idea: il progetto del sottopasso, vista la presenza della teca e dell'uso odierno di quegli spazi, mi convince.
Mi convince sicuramente di più dell'idea elettorale di Alemanno di spostarla in altro luogo.

Ma il mio dissenso odierno non è legato all'opera in sè, quanto piuttosto alla non impellente necessità della stessa (perchè, sotto il profilo del traffico non darà nessun tipo di miglioramento, anzi possiamo già pregustare gli anni del cantiere!) e all'ancor più precaria situazione delle casse del Comune.
Era un'opera titanica per il la fine del 2008 (tanto quanto lil suo smontaggio-rimontaggio, sia ben inteso) e lo è ancor di più ora, in piena crisi, con una manovra che ha lasciato ancor più soli gli enti locali e con una situazione disastrosa delle casse del Comune di Roma, come più volte riocrdatoci dal nostro Primo Cittadino,  che ci ha anche fatto recapitare una lettera in cui, dichiarandosi in quasi fallimento, ci avverte che i servizi del Comune non potranno essere garantiti nel corso del prossimo anno (sono rimasta stupita che la missiva non si chiudesse con un apocalittico: "ricordati che devi morire"!).

Ho adorato la ventata di architettura moderna che ha invaso, finalmente, Roma negli ultimi venti anni, l'ha resa contemporanea, viva e capace di costruire nuovi punti di interesse.
Ma ora, adesso, devono essere garantiti i servizi, la manutenzione degli immobili comunali che sono alcune delle nostre scuole, le nostre strade, gli uffici in cui ci rechiamo.

E da cittadino mi continuo a chiedere: era proprio la prima cosa sull'agenda, con tutte le priorità di Roma?

 




permalink | inviato da pronta a partire il 1/10/2011 alle 18:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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