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...ma non adesso...


2010, Life


14 novembre 2010

Opere di bene



Venerdì hanno rubato a studio.
Di nuovo.

E' si perchè siamo alla terza volta e come nel primo furto ci hanno proprio preso tutto, monitor, pc, macchinette fotografiche, misuratori laser, pure i porta cabinet (i porta pc...quelli con le rotelle da 12€!).
Considerando anche i due furti casalinghi, per i quali mi ritrovo femmina e senza neanche un monile, neanche quelli d'argento o i vari ciondoli etnici, direi che ho molto donato di me, sia come persona che come professionista, tralasciando ovviamente l'infinita di cose che ho perso nel corso di una vita, ma per quelle ..che dire pace!

Detto questo e con la consapevolezza che i faticosi guadagni professionali di settembre ed ottobre andranno a ricomprare i pc, senza dimenticare il ricarico di tutti i programmini sul pc e l'assenza della totalità dei dati (e ora non mi dite che fate il salvataggio ogni settimana!), mi appresto a ricominciare la settimana lavorativa, fico no?
Per inciso avevamo fissato per questo sabato (il giorno dopo il furto) il montaggio dell'antifurto e si sono rubati anche parti dello stesso ancora imballate, che bello!

Quindi se vado dalla Polverini, portando tutte i miei progettini realizzati per Roma , con la documentata contrazione dei tempi in tutti i cantieri pubblici che ho gestito, come artista del mio settore, secondo voi mi dà un vitalizio tipo quello di Califano?
Se vuole una canzone gliela posso scrivo serenamente anche io!


 


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7 novembre 2010

Domani, avvenne.



Proprio come l'Almanacco del giorno dopo che per anni ci ha allietato prima del film delle 20.30 su RAI1, grazie alla valevole iniziativa de La Stampa è oggi possibile ripercorrere giornalmente, nel suo archivio stroico on-line, quello che è stato (a partire dal 1867).

Saltando di anno in anno, scegliendo casualmente un giorno ho percorso, anzi sfogliato alcuni passaggi della nostra storia. 
Come è facile immaginare alcuni temi portanti, dal dopo guerra in poi, ci seguono come veri compagni di vita: la preparazione delle elezioni, l'afflusso alle urne, le coalizioni di governo, l'evasione fiscale, la mancanza di case e lavoro.
Anche sul versante estero si trovano diversi fili conduttori: il problematico rapporto tra Europa
e Cina, i rapporti tra l'America e una nascente idea unitaria di Europa, un noi e loro ben presente anche prima di avere un'unica moneta.
Scienza e Tecnologia dal 1980 non possono che parlare dello sviluppo dei sistemi di produzione di energia legati al sole ed è assolutamente sorprendende leggere (precisamente il 6 novembre 1980) quali speranze vengano riposte nei futuri pannelli solari, all'epoca descritti ancora come alta tecnologia non accessibile alle masse.

E' stupefacente vedere come in pochi decenni quanti traguardi l'occidente e l'Europa abbiano raggiunto, traguardi guadagnati con l'impegno e la determinazione, senza andare a stravolgere, per poter gridare al successo, le condizioni ed obbietivi iniziali.
Altrettanto forte il senso di sconfitta scorrendo negli anni rispetto a problemi nazionali costanti, incessanti, mal gestiti e in cui l'esperienza del passato, anche oggi, sembra non aver insegnato nulla.  Mafia, catastrofi naturali amplificate dallo scempio della gestione dei territori, tanto per citarne alcuni.

In ultimo, le notizie di costume ci fanno sentire un po' a casa: nelle loro immagini in bianco e nero, le prime utilitarie, i primi elettrodomestici (che renderanno libere le donne!) i concorsi estivi delle paffutelle Miss coperte da bikini XL.
Un'Italia che non abbiamo visto con i nostri occhi, ma che abbiamo imparato a conoscere  attraverso gli album di famiglia, quelli con le pagine nere e i triangolini in cartone per fissare piccole immagini dai bordi denttellati, quelli in cui mamma è seduta di traverso, vestita da Sandra Dee, sulla vespa di zio Giacomo, dai racconti di memoria più volte sentiti, come quella volta che mamma e zia, per andare a trovare papà a Genova, hanno fatto con la '600 il Bracco (perchè ancora non c'era l'autostrada!). 
Un'Italia che, con le sue mille contraddizioni, ci piace e fa parte intimamente di noi, delle nostre famiglie.

Ma proprio tra queste notizie, meno serie, ma tanto indicative rispetto a quello che una società è, e sopratutto vorrebbe essere e diventare, mai, nelle pagine sfogliate, ho trovato di politici messi all'angolo dalle dichiarazioni di indignate prostitute, oltrmodo infastidite di dover rimandare la loro conferenza stampa.
Penose storie di letto pubblicate con ossessione, dove i protagonisti maschili hanno l'età da giardinetti pubblici con i nipoti. 
Provvedimenti tesi alla squalificazione di ciò che è cultura, preparazione, professionalità e impegno.
Sulle nostre pagine di giornale non si racconta più di battaglie per la parità, non solo nel confronto uomo-donna, nè di progresso.
Abbiamo lasciato quei trafilitti vuoti, riempiti solo da sogni di un passaggio in televisione, perchè solo se appari esisti e governi in bilico, da anni, non per scontri ideologici, ma per il più becero asservimento al potere di un nugolo di persone con problemi di prostata e osteoporosi, resi non lucidi, anche, da anagrafici problemi di arteriosclerosi.

Con la speranza che tutto ricominci a camminare, progredire e che i nostri decenni non siano ricordari solo per i cumuli di "immondizia" lasciamo ai posteri l'ardua sentenza.

 


 




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23 ottobre 2010

E un giorno scoprii di essere la sorella, segreta, del Piotta!

Nel corso della mia vita ho avuto alcuni punti fermi, qualche certezza, sporadici ripensamenti con relativi cambi di rotta, ma nel profondo mi sono sempre ritenuta persona dall'italiano corretto.
Italiano corretto nella forma, nell'esposizione, con un vocabolario piuttosto ricco.
Figlia, per giunta, di un giornalista della vecchia guardia e di una famiglia in cui sbagliare un congiuntivo è sempre stato più grave di ben altre intemperanze giovanili.
Buona lettrice, oggi più da costretto periodo estivo, amante moderata della propria scrittura, sicuramente inaridita dagli studi in ingegneria e dall'acquisizione di una metodologia di esposizione tecnica necessaria, anche, per portare a casa "la pagnotta" tutti i mesi.
Detto questo vorrei aggiungere che nei miei pellegrinaggi di lavoro e nei, relativamenti, brevi stazionamenti nel nord-est, e succesivamente in Piemonte, spesso, e ripeto spesso, mi è stato chiesto se ero di Firenze.
Quindi mi è capitato, più volte, nella mia vita, di aggirarmi altezzosa negli affollatissimi sabati romani per le vie del centro, con naso arricciato verso troncamenti di parole, raddoppi di improbabili consonanti (le B svettano), gn buttati qua e là e quell'orribile strascicamento nasale che fa della cadenza romana una mostruosa cacofonia di rum
ori.


Passano diversi anni, si aggiungono al curriculum lavorativo cospicue esperienze di cantiere (lo so sto mettendo le mani avanti), e all'inizio di settembre  mi iscrivo ad un corso di Doppiaggio.
Accendo il pc, cerco un corso, con buon rapporto qualità-prezzo, e dò inizio, 4 sabati fà, ad un'esperienza che per mancanza di tempo mi sono concessa solo ora.
Ho indubbiamente, e senza che questo mi abbia mai fatto piacere, uno squillante timbro da cartone animato, di cui ne adoro il suono solo nei periodi di raucedine, in cui il dolore di fiamme batteriche ne abbassano i toni facendomi sentire una Laura Morante capitolina.

Dicevamo, mi iscrivo al corso di doppiaggio, non per aspirazioni professionali, ma per giocare ed imparare a modulare la mio ugula infantile ed acquisire quell'amore verso ogni parte di se stessi, dovuto e basilare, raggiunti i 35.
Mi ritrovo in uno studio blu cobalto, davanti ad un leggio illuminato solo da una piccola luce, con la cuffia appoggiata all'orecchio sinistro, in piedi, tesa, pronta, carica.
Doppio un breve anello da "Le follie dell'Imperatore", torno in sala divertita dall'inseguimento del sinc, pronta a rioscoltarmi e ad imparare tutti i segreti di un mondo complesso e stimolante.
E lì, in quell'esatto momento, la totale caduta di ogni certazze nei confronti della mia dizione: UNA COATTA, senza se e senza ma!
Ero riuscita, in poche battute, a trasformare una strega  orientale in un personaggio dei Cesaroni!
Sicuramente erano mesi che non ridevo così tanto...però che amarezza!
Ma io dico, come ho fatto a non rendermene conto...delle C trasformate in SC da farti scivolare per terra.
E le ST??? Impastate in una sorta di zeppola verdoniana, in cui, tutto si sente tranne la T.
E parole semplici, e molto usate tipo CONTENTA?????? Oh signurrrr, abbiate pietà!

Considerando che alla fine del corso di doppiaggio andrò in analisi, perchè ho indubbiamente un'immagine alterata di me stessa, ho intanto deciso di porre alcuni drastici, casalinghi, correttivi:
1. Leggere tutti i giorni ad alta voce registrandomi e risentendomi (ho già acquistato piccollo,  cazzutissimo registratorino!), per poter provare ad ogni re-play quel giusto, e stimolante,  ribrezzo!;
2. Articolare, articolare, articolare a costo di far pensare a chi ho di fronte durante una conversazione che io sia affetta da spasmi facciali incontrollati;
3. Eliminare, per ora, parole assolutamente non correggibili nella fretta quotidiana, ho sostituito niente (gnente!) con nulla, e così non se ne parla più!

Ce la posso fare, non mollerò, perchè di essere la sorella segreta del Piotta, proprio non
ce la posso fà!

ps.
Davanti al leggio, ora, consapevole di essere una bora, sto in piedi su un banchetto, (quello predisposto per i piccoli).
Ecco così ho ammesso tutto!
Lella Costa Salvami tu!

 
Marco Benvenuto 



c/o Feedback
in Via Muzio Attendolo 45 (L.go Preneste).
Info:
06-86.909.242
328-46.95.434
mail:  info@corsodidoppiaggio.it





 




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18 ottobre 2010

Sai dov'è Via Appennini?

Sabato sera, in uscita con l'amica di sempre verso una tranquillà cena fuori con gli amici di sempre.  Si ferma un'utilitaria verde scuro, una voce, conosciuta, chiede dov'è Via Appennini. 

>Buonasera, la leggiamo spesso, ho preso una multa a Via Appennini, giri a destra su Via Gorizia, è la prima a sinistra, ma è contromano<

Incantevole.  La televisione e le foto di servizio non le rendono merito.




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10 ottobre 2010

Bernacca (Colonnello), quanto mi manchi!

 
Domenica.
Un sole caldo e odore di autunno in arrivo.
Roma e la sua luce, intensa, calda e avvolgente, si posa leggera sui suoi profili.
Roma di domenica mattina, pochi rumori, ancora in pieno risveglio è bellissima.
Domani, in mezzo al traffico a cavallo del vosto due ruote o inscatolati nella vostra macchina, consapevoli di un'agenda settimanale da attacco di panico, pensate a quella luce meravigliosa.
 
p.s.
Lo so, ho visto le previsioni su meteopuntoit, ma anche chisenefrega.
Vi ricordate il Colonnello Bernacca?
Ma quanto erano rassicuranti le previsioni del tempo negli anni settanta/ottanta, erano una specie di oroscopo di Branko, una cabala, qualche tratto di verità e tutto da interpretare.
Oggi anche il meno affidabile dei siti meteo se ti mette la nuvoletta sulla testa, è una certa condanna, inutile sperare che la natura vinca, infilare le calosce e voilà inzaccherati fino a metà ginocchio.


Vuol dire che i colori che Roma mi ha regalato oggi saranno un tesoro ancora più prezioso.
Buona domenica e buona settimana
 




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17 marzo 2010

da "Vivo con la mia performance" a "Però, è Glade!"

Dopo una giornata di lavoro, con due dita di vino rosso in una mano e un occhio buttato verso la televisione sono stata colpita da una pubblicità.  Bel modo di passare la serata, penserete, ma la pubblicità esiste e personalmente l'ho sempre guardata con una certa attenzione, gioie e dolori di avere in natali posizionati nella prima metà degli anni '70.

Torniamo alla folgorazione. 
Pubblicità del deodorante per ambienti Glade, che ci propone in contemporanea sugli schermi due spot: il primo vede un gruppo di 35/40enni che si riunisco di pomeriggio per fare yoga, respirando a pieni polmoni il glade elettrico, che diffonde pace e serenità, nel secondo, altro salotto altre amiche, sempre di pomeriggio, snocciolano i souvenir dei viaggi della padrona di casa notando l'alto design del nuovo glade a forma di sasso.
La serata procede tra uno zapping e l'altro e zot!, altro momento di riflessione: tre amiche, che sempre di pomeriggio, si aggiornano sui test digitali di gravidanza e sul contatore di giornate fertili.
(Il consiglio per gli acquisti in cui, le solite tre amiche, si confrontano sui pruriti, in mezzo alla strada, con sotto il braccio il Tantum Rosa, faremo finta di non averlo visto!).

Domanda: ma la stuolo di figoni, anni 80/90, che affollavano open space vetrati, con folte e fluenti capigliature luccicanti, a capo di ipotetiche riunioni, ossessionate dalle sinergie e dalla propria performance, dove sono finite????????
E lei, la nazzista, che "arrivava presto, andava via presto, senza pulire il water", andata in pensione??


Senza quasi che ce ne accorgessimo dal modello "una donna in carriera" siamo ritornate a serene e efficientissime casalinghe anni '60, che in posa plastica diffondo il sapere della formula della felicità famigliare: casa profumata, bambini programmati, calcoli di gravidanza esatti al minuto, assenza di pruriti intimi e quotidianamente impegnate in dialoghi con la palla di polvere seduta in salotto. 
Vestite con abiti dimessi, sedute a giocare alle signore in ampi salotti, pagati ed arredati dai compagni/mariti al lavoro, e rilassatissime, di pomeriggio (ergo non si lavora) a  dialogare, di stronzate, con le amiche.
Abbiamo, ho, un problema.
Prima di tutto il cambiamento radicale giunge prima della fine di un ciclo, non quello mestruale, ma quello di noi bambine che avevamo dieci anni negli anni ottanta, che con "la performance" ci siamo cresciute e che poi all'università, sulla spinta delle battaglie delle nostre mamme, abbiamo scelto future carriere culturalmente maschili e che oggi, con non pochi riempianti, ci sentiamo annaspare, scosse nell'intimo, se a lasciarci è la collaboratrice domestica piuttosto che il compagno.

Ora cosa dobbiamo pensare..... fare??
Inserite in carriere, più o meno soddisfacenti, capaci di fare i salti mortali per incastrare tutto al minuto, organizzate, dinamiche, culturalmente preparate, impegnate ed intellettualmente esigenti, dobbiamo trovare il tempo, e le forze, per fare oggetto di conversazione il nuovo sapone che ti rinfresca proprio lì?

In un batter d'ali siamo passate da: "donne in evoluzione" ad "aliene"!

Come è potuto succedere?
Cosa è cambiato nella percezione collettiva?
Perchè i pubblicitari dovendo descrivere una fittizia realtà ci hanno rimesse sedute sui divani color crema della lista di nozze a chiaccherare amabilmente di argomenti frivoli da bon ton?
E così la Milano da bere ce l'ha incartata un'altra volta, e con un tocco di bacchetta magica ci ha trasformate, nuovamente, in Alice nel paese della meraviglie che è la nostra vita.  Sempre e comunque sbagliate in ogni situazione.
Forse, anzi sicuramente, la performance andava ridimensionata, ma il dubbio che parlare con la polvere, annusando soddisfatte le pallette di gel sparate nel water non sia proprio il futuro che auguriamo alle nostre figlie, non è venuto in mente a nessuno??

Alla fine di tutto rivaluto l'ideale mondo del Mulino Bianco, sempre uguale a se stesso, sullo sfondo di famglie in progress, allargate, multietniche e, sopratutto, felici, dopo trent'anni, di mangiare, ancora, a colazione i rassicuranti pan di stelle!!!!!








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