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Società / Politica / Costume


13 luglio 2009

Mi sento "mescolata, non agitata!"


Ieri mi sono trastullata sulla pagina 14 dell'unità in cui Furio Colombo analizzava lo slogan coniato per la prima Festa Democratica, o la nostra solita Festa dell'Unità, fate un po' voi.
L’articolo, lungo ed articolato, è un vero e proprio monito verso un’inaccettabile manifesta ilarità, ostentata dallo slogan e dell’immagine giocosa, assolutamente fuori luogo in questo momento di tragedia politica, visto l'attuale governo.  Uno scritto costruito su un’insistente e ripetuta domanda, senza risposta: "mescolati con chi?": con le ronde? con chi è contro l'immigrazione? Con chi, con chi???
Al termine Furio ci ricorda che non ci dobbiamo mescolare con nessun altro e che l'agitazione in politica è necessaria e sopra ogni cosa: ora non c’è nulla da ridere!
Che dire?
Le opinioni di Furio Colombo sono condivisibili, peccato che il senso della campagna pubblicitaria non fosse assolutamente questo, e visto che in tanti hanno colto, con il giusto sorriso, il messaggio dello slogan, non rimane che constatare che Furio Colombo è andato fuori tema, proprio come succedeva al liceo, prendendo 5 al compito di italiano: "Corretto nella sintassi ricco di argomenti di studio, ma fuori tema rispetto alla traccia proposta"!

E sì perchè quel MESCOLATI si riferisce a NOI, alle due innegabile e ancor presenti anime del PD, noi DS e loro Margherita.
Ci siamo piaciuti, scelti e abbiamo deciso di "andare a vivere insieme", e come in ogni nuova coppia che si rispetti, motivata e pronta a fare sacrifici per costruire qualcosa insieme, il primo anno è stato un massacro di litigate, scontri e rinfacci….e se poi ad unirsi sono due “figli unici, malati di protagonismo e un po’ egocentrici” allora ti ritrovi con la “striscia di gaza” in casa, tra salotto e camera da letto :)
.  I primi tempi di un’unione sono difficili, sfibranti, spesso pensi: “faccio le valige e ritorno a casa mia”, poi ti fermi, riprendi fiato e a mente lucida, con il cuore aperto, ti ricordi di quel progetto di vita e di aver scelto con chi realizzarlo.  Allora torna il sereno.

Ed è proprio così anche per la nuova casa del PD, polemiche e scontri ce ne sono stati e ce ne saranno ancora.  Quegli stessi dissensi, dettagliatamente riportate sui tanti quotidiani e strumentalizzati da ogni mezzo di comunicazione, proprio contro il nostro PD, contro tutti noi, per descrivere un clima interno rancoroso, astioso, sterile e sopra ad ogni altra cosa: presagio di disgregazione (se poi ogni tanto si tacesse davanti ad un microfono male non farebbe!). 

E noi, tutti insieme, Furio, gli rispondiamo che siamo MESCOLATI, NON AGITATI! (Con un sorriso, quasi beffardo sul volto :) ).

 

Quel mescolati si riferisce proprio a noi, Furio, DS e Margherita, che dobbiamo ancora imparare a considerarci una cosa sola, a prenderci le misure, a mediare sulle nostre esigenze, a lottare insieme in un rinnovato equilibrio “famigliare”.

Siamo onesti, quante volte ci è capitato leggendo un nome di chiederci: sarà in quota margherita?? (io mi faccio questa domanda perché sono ds, anzi lo ero :) ).

Indubbia la divisione dei ruoli di spicco e dirigenziali che sono stati, giustamente, ripartiti a metà in una fase di partenza, ma che ci devono far auspicare ad una nuova organizzazione che si basi sulle esigenze di partito e non di schieramento di provenienza, (qualche posizione è stata creata ad hoc per poter avere un DS e uno della Margherita con pari importanza).

 

“Mescolati, non agitati” vuole significare tutto questo, in una ritrovata festa tradizionale, ma dal gusto nuovo, in cui un sorriso è d’obbligo, proprio perché è un momento duro per l’Italia. 

Per ricordarci e ricordare a tutti gli altri che ci stiamo mescolando-unendo davvero, che le discussioni interne hanno sempre voluto significare confronto, crescita e non agitazione fine a se stessa.

Perché non siamo animati da “quell’agitazione” che ti porta alla disgregazione e alla rottura, proprio come tanti ci auspicano, ma in una ritrovata, benevola e critica ironia verso noi stessi, per tutte le volte che pensiamo (per noi ex-DS) a quelli della Margherita come a dei “condomini” e non dei “conviventi”, ma sicuri, certi che troveremo la giusta strada.

 

P.S.

Così tanto per puntualizzare, “mescolati, non agitati” non è una pessima e sciatta traduzione dall’inglese di un termine tecnico da barman, ma fa il verso a “Bond, James Bond “quel 007 che noi, nati negli anni 70, ci ha fatto conoscere in televisione uno Sean Connery giovane e fascinoso e andare a vedere al cinema con mamma, un attempato Roger Moore, sulle note, lasciatemi dire gloriose, dei Duran Duran!




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9 luglio 2008

Il buco...senza neanche la menta intorno!!!!!

Il buco del Comune di Roma ha occupato le pagine, non solo della cronaca Capitolina, ma anche delle pagine Nazionali.
Tutto, qui nella città eterna, si è fermato in attesa che vengano nominati i nuovi consulenti esterni per il Comune a capo di divisioni e Dipartimenti (gli organi direttivi ed attuativi del Comune, più o meno ;) ).....ovviamente saranno di meno perchè Gianni è bravo e vuole solo gli interessi di quella socialità e collettività  dimenticata dai cattivi ex-comunisti.

I Municipi sull'onda degli eventi, oltre ad essere inchiodati, hanno sospeso alcuni progetti o manutenzioni perchè troppo impoveriti dalla orribile gestione filo-comunista. 

Sapete quel'è stata la PRIMA DELIBERA della nuova amministrazione del II Municipio (il mio!)??
Stanziamento fondamentale per la collettività di un quartiere in cui non tutti hanno i soldi, in cui abitano tantissime persone normali, con stipendi e tenori di vita paragonabili ad altri quartieri, meno conosciuti:

                                                        12.500€ per un torneo di bridge

La cifra non è scandalosa, ma la motivazione sì!!!!!!!!!!
E se non si hanno realmente soldi si fa economia caro il mio Gianni e si evitano gli sprechi...ad esempio per le stronzate!




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14 settembre 2007

.... di venerdì.....

 Al limite di quel tratto di tangenziale chiamato Olimpica e la fine del quartiere Parioli è stata costruita circa 20 anni fa la Mochea di Roma (progetto di Portoghesi).  L'impianto monumentale prevedeva anche la presenza di un Centro di Studi Islamici, mai terminato e mai entrato in funzione.  La sala di preghiera si trova a circa 4m di altezza rispetto al suolo ospitata dal corpo centrale ed accessibile da un suggestivo percorso coperto in cui i pilastri di sostegno simboleggiano braccia verso il cielo.  Questo percorso rappresenta sicuramente l'elemento architettonico più riuscito, per il resto dell'impianto avrei tanto da ridire......sia come progetto che come finiture!!
Quello che rende veramente interessante questo luogo (visitabile ogni sabato a partire dalle 10 di mattina fino alle 13, esclusi i periodi interessati dalle festività religiose) è la vita frenetica che anima la piccola area di parcheggio accanto all'ingresso principale ogni venerdì e che raggiunge il suo culmine intorno alle 13: un vero e proprio bazaar !!

                      

Bancarelle di oggetti tipici, alimenti, scatolame e tantissimi "ristorantini" improvvisati in cui si possono gustare tutte le specialità tipiche delle aree del nord africa.  Di turistico non ha veramente nulla.... fortunatamente!!!!!!  Nato e creato ad uso esclusivo dei fedeli raccolti nel giorno di preghiera, ma in cui gli "esterni" sono accolti con calore e allegria!

 

E' possibile mangiare il più buono e tipico Kebab di Roma...anche i dolci sono la fine del mondo...il tutto offerto da venditori ambulanti rigorosamente NON ITALIANI (alcuni parlano a stento la nostra lingua), ma tanto ospitali da farti sentire a casa.
Nel periodo di Ramadam, i "chioschetti di cibo" vengono montati al calar del sole ed attivi fino a verso le 20.30...un'ottima cena...di cui ovviamente abuso :-)


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16 luglio 2007

Ritorna la Censura??

La notizia ha qualche giorno....ma sono in turbine di lavoro :-)

E' stata cancellata lo scorso 12 o 13 luglio a Milano la mostra:

                   "ARTE E OMOSESSUALITA'. Da von Gloeden a Pierre et Gilles"

Con un balletto tra Sgarbi e la Moratti (in cui direi che  mi è difficile cogliere le differneze) sull'ulteriore richiesta, da parte del Comune, di eliminare altre 10 opere gli Organizzatori hanno deciso di cancellare l'evento.  Sono ora alla ricerca di un nuovo sito, forse Savona, inaspettatamente travolta da una ventata di novità culturali.



Immagino di partecipare ad un succesivo Consiglio Comunale e chiederei, senza polemica, ma per la sconfinata curiosità che ho nei confronti delle strategie politiche che proprio non afferro:

1. Se il Comune dà l'autorizzazione ad una mostra la visione della stessa avviene esclusivamente all'inaugurazione??

2. Preso atto della possibilità di censura applicata a quadro appeso (non sapevo fosse stata riesumata) , perchè applicare questa metodologia di intervento?? (Voglia di finire sempre e cmq sui giornali..seguendo l'imperativo "che se ne parli male ...ma se ne parli???)

3. Il censurare qualcosa, non pensate, che riesca a mettere realmente sotto ai riflettori  ciò che si vuole eliminare (=non far conoscere)?? (i quadri che la Moratti voleva censurare sono sui giornali, invadono iternet.....li abbiamo visti tutti...sopratutto quei moltissimi che non sapevano dell'esistenza della mostra e che avrebbero continuato a non saperne nulla).

4. Milano era la vera finestra sull'Europa per l'ingresso di arte, architettura, fotografia, mode e tendenze per tutta Italia, lo sarà ancora??

5. Quali saranno i nuovi criteri di giudizio per la cultura proposta al pubblico?? Li renderete noti??

Penso che riceverei molte non-risposte in "politichese", ma nessuno ha considerato che i primi 3 quadri incriminati avrebbero forse avuto la critica più forte proprio dal pubblico??
Se si va ad una mostra non si è cmq entusiasti, si RIESCONO a MANTENERE attive le capacità di giudizio, si valutano le tecniche, le innovazioni....ma non tutto quello che viene esposto viene poi considerato da critica e/o pubblico una massima forma d'arte.....meglio non far vedere piuttosto che rischiare che la morale pubblica risulti scossa??

E' una vita che prendo treni e aerei per vedere mostre e nuove forme d'arte, potrò, con molto rammarico, cancellare Milano.

per questo post consiglio l'ascolto di "Mostri e Normali"


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10 luglio 2007

Un diverso punto di vista

 


Su un giornalaccio di quartiere (di cui Roma si riempe ogni giorno di più...con edizioni sempre più patinate e costose) ho dato uno sguardo ad una intervista a Daniela Santachè.
L'intervista, che non ho finito di leggere, verteva sugli "stressanti" impegni dell'Onorevole in giro per l'Italia a promuovere/presenziare alla nascita dei cirocli D-Donna.
Ne ho letto di sfuggita sui giornali...ma come sempre una notizia mi ha fatto riflettere...a ruota libera.....su altro.

Penso che, sia a destra che a sinistra, le donne non verranno mai veramente fuori nei ruoli strategici se cercheranno di passare sempre per iniziative volte alla promozione di una uguaglianza/ parità promossa da circoli/associazioni/coordinamenti femminili, che non credo possano essere realmente incisivi se si continuano ad accettare bonus, tipo le quote rosa, per far parte del gioco.
Il mondo del lavoro, in qualsiasi ambito lavorativo si operi, e lì...ed è proprio lì che si deve svolgere il confronto: partecipando ad una partita ed imponendosi per le proprie capacità, per la voglia che si ha di emergere, per la propria versatilità e forza nel piegare situazioni inizialmente ostili.
Anche la gestione dei diritti acquisiti devono essere il punto di partenza per poterne richiedere  altri, leggittimate dai risultati ottenuti.
La strada da fare è tantissima ancora, purtroppo, ma non è continuando a pretendere "aiuti" che si può cambiare il sistema, è rendendosi indispensabile nel proprio ambito che si induce chi ti è vicino a modificare i propri schemi per trattenerti.
E' faticoso, non è giusto, perchè ad altri non è richiesto, ma il risultato ottenuto non è "attaccabile".

Ho sempre pensato che il non esserci delle donne in tanti ambiti sia determinato,oltre che dalle infinite ed oggettive difficoltà, dalla capacità nel corso della vita di cambiare obbiettivi e priorità e di saper non consacrare l'intera vita ad un'unico traguardo....perchè, noi per prime, continuamo a considerare la favolosa capacità di cambiare nel tempo un ostacolo e non un guadagno??
Il saper passare da carriere di successo alla famiglia o viceversa, dal rinunciare a possibilità lavorative all'estero per gli affetti, dal decidere di mollare tutto perchè ci vuolo "troppo pelo sullo stomaco", è poi così disonorevole o solo l'espressione e l'esternazione che nella vita c'è tanto di più oltre "all'arrivare" e che lo si può fare anche in ambiti non riconosciuti???
E' innegabile che non ricoprendo ruoli strategici le nostre battaglie sono indubbiamente condotte da qualcuno che deve interpretare delle difficoltà senza averle mai affrontat/subite, ma questo vale per infinite questioni .... io mi sento, o mi voglio sentire, in team con chi mi rappresenta e non in opposizione perchè di sesso differente.

Penso che questo post non sarà approvato da tanti e soprattutto tante, non ho in fondo neanche le idee tanto chiare, ma faccio un lavoro considerato socialmente "da uomo" e mi scontro continuamente con una società e delle istituzioni che mi pongono sempre davanti a scelte professionali che sconfinano nel personale, verso le quali spesso mi sembra che ci sia un'obbiettiva volontà di danno, ma non mi sono mai sentita messa da parte e dove è successo la perseveranza e la professionalità hanno sempre avuto la meglio.

Siamo tante, professionalmente preparate, umanamente "presenti", non può essere questo il punto di partenza invece del generico circolo D-Donna?




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