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Mario Desiati, Martina Franca 1977

In ogni paese del sud c'è una villa e in quasi tutti i paesi del sud, sopratutto in Puglia, le ville sono i luoghi di aggregazione dei ragazzi sotto i vent'anni. 



E' proprio nella villa di Martina Franca che una ex classe si ritrova dopo più di dieci anni dalla maturità, di quei 25 ex alunni solo in cinque sono rimasti in Puglia, tutti gli altri si sono trasferiti-emigrati in altre luoghi d'Italia, al nord.
Mario, oggi giornalista, decide di ripercorrere le vite dei suoi compagni, indagandoli, riscoprendoli e ritrovandoli ancora divisi in gruppetti, proprio come al liceo.  I chiusi, i fuggiti, i fedeli, gli usati, i mammisti, i soldati, gli arrangiati, i rimasti, i "soprannomi" che Mario sceglie non sono solo semplici denominazioni dialettali ma descrivono un modo di essere,  un'essenza, un carattere, un'intera vita:
Chi è partito non si sente emigrato, ma trasferito, anche grazie all'illusoria contrazione dei km dei voli low coast che numerosi affollano l'areoporto di Papole Casale.
Luoghi di origine amati, rimpianti, ma spesso lasciati per poter continuare a vivere, come per Paolo, uno di loro, che lascia Tararanto perchè non c'era più vita, ma sopratutto non c'era più rispetto della morte.

Nelle brevi descrizioni dei caratteri umani, nelle raccontate immagini veloci e sfuggenti come lu ventu ho riconociuto tratti di quella Gracia Salentina che in questo ultimo anno è diventata una seconda casa.
Sono a pagina 38, è un libro che mi continua a ronzare in testa, domani in aereo da Genova leggerò ancora di Mario, aspettando le ultime pagine per sapere dei rimasti e delle loro storie.



Pubblicato il 21/8/2011 alle 19.36 nella rubrica Diario.

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